Jacques chiamava quella sterrata “le joli chemin des genêts” perché era entusiasta della copiosa presenza di arbusti in fiore, profumati sotto il sole, e non riusciva a capire se fossero cresciuti per caso a bordo strada o se qualcuno li avesse abilmente piazzati, con notevole gusto, ad incorniciare quelle curve in saliscendi con vista sulla città di Pienza all’orizzonte, regalmente adagiata sulla collina.
Quelle ginestre erano da un lato familiari perché, nato e cresciuto in Provenza, per lui erano un segno abituale della tarda primavera; un’esperienza dei sensi – vista, olfatto e anche udito per via del ronzare delle api – seconda solo a quella dei campi di lavanda dello zio Bernard di Mévouillon, dove trascorreva spesso alcune settimane di vacanza. Ma d’altro canto gli apparivano molto diverse: nella terra natale Jacques contrapponeva le ginestre esuberanti e selvatiche alle distese di lavanda disposta in filari ordinati, addomesticata dagli uomini; in Val d’Orcia, invece, anche le ginestre erano come parte di un mirabile disegno in cui ogni dettaglio pareva essere stato pensato da un architetto. Non solo quelle a bordo strada; ma anche quelle certamente spontanee che ornavano, come un merletto ai bordi di una tovaglia provenzale, le chiazze chiare delle argillose biancane, che a maggio spiccavano in mezzo al verde dei pascoli.
A proposito di pascoli: anche le greggi di pecore gli ricordavano la terra natale; ma pure quelle, viste da lontano, generose manciate di puntini bianchi disposti sul terreno ondulato, in Val d’Orcia avevano un aspetto totalmente diverso, come se fossero una specie di decorazione in un giardino.
Con tutte quelle greggi era inevitabile che il pensiero andasse ai formaggi… era una bella disputa, quella tra pecorini e fromages de chèvre, al centro di molte conversazioni tra Jacques e Stefano. Per un po’ il francese aveva insistito a voler stilare una classifica; per poi concludere, in totale accordo con l’amico italiano, che era tutto tempo sprecato. Perché riempirsi la bocca di parole invece che di formaggio? Invece di fare tante discussioni, c’era solo da rallegrarsi che il buon Dio avesse donato tutte quelle prelibatezze al genere umano.

Le joli chemin des genets acquarello
Le joli chemin des genêts